Biografia Airchamber3

Airchamber3

 

Luca Serrapiglio  -  sassofono filtrato, wind controller, live electronics

Andrea Ferraris  -  chitarra elettrica, effetti, kaoss pad

Andrea Serrapiglio  -  violoncello elettrico, voce, live electronics

 

Airchamber è un trio basato sull'improvvisazione libera, sui “visuals” e sulle colonne sonore “ready made”. Il loro suono “elettroacustico” spazia dal free-jazz alla musica ambient, dalla musica contemporanea al rock. Il gruppo mescola differenti influenze dipingendo un ritratto che è molto vicino alle atmosfere più eterogenee dei “Filmworks” zorniani. Hanno partecipato alla terza edizione del Bääfest (uno dei più popolari festival di musica sperimentale in Italia).

Andrea Ferraris inizia a suonare come chitarrista autodidatta in formazioni post-hardcore nei primi anni Novanta ed inizia incidere e ad effettuare diversi tour europei. Evolvendo ulteriormente i suoi ascolti e le sue capacità tecniche inizia a suonare con formazioni e musicisti di estrazione diversa coprendo un ampio spettro di generi e di sonorità che vanno dal “rock” all’ “elettronica” pura. Con il passare degli anni matura una propensione (forse naturale) verso la “ricerca” ampliando l’uso degli effetti e delle tecniche e spostandosi ulteriormente verso l’utilizzo di strumentazione elettronica e di computer. Fra gli altri ha suonato con: Deep End, Ultraviolet Makes Me Sick, Airchamber 3, Ur, St.ride, Andrea Marutti (Amon), Cria Cuervos, One Fine Day, Burning Defeat, Marylin Tognolli (Kill the Thrill), Alessandro Cartolari (Anatrofobia), Alessandro Buzzi, Claudio Parodi, En, Ulna, Permanent Scar, Polis. Ed è stato pubblicato dalle seguenti etichette discografiche:Afe, Camera Obscura, Genet records, Green, Fratto 9 under the sky, Zahr, Shove, Household Name, Loveboat, Chewz . Oltre all’attività di musicista, collabora con diverse riviste e siti come Blow Up magazine, chaindlk, Sands-zine, Sodapop per i quali oltre ad effettuare regolarmente recensioni ha intervistato: Lydia Lunch, Jarboe, Guy Marc (Sub Rosa), Taylor Deupree/12k, Mick Harris, Foetus, Marc Clifford (Seefeel/Disjecta), Tim Rutili (Red Red Meat/Califone), Maurizio Bianchi, Eraldo Bernocchi, Cerberus Shoal, Girls against Boys, Teho Teardo e molti altri.

Luca Serrapiglio

Nato nel 1982, si è diplomato in saxofono sotto la guida di Claudio Lugo e in musica jazz con Luigi Bonafede. Dopo il diploma di saxofono inizia a studiare il clarinetto basso, che affianca da subito al sax baritono e agli altri saxofoni. Mentre approfondisce lo studio della creazione improvvisata, inizia un’approfondita ricerca delle possibilità timbrico-espressive di questi strumenti anche con l’ausilio dell’elettronica, con l’obiettivo di articolare il suo linguaggio in molteplici e diverse direzioni espressive.

Da sempre interessato alla commistione di generi, ha un rapporto intenso con il teatro e da anni è impegnato in svariate performances sia come musicista che come attore. Partecipa sin dalla fondazione al gruppo-laboratorio di teatro strumentale del Conservatorio di Alessandria, con il quale ha suonato anche presso la Teaterhuset di Odense, Danimarca. Con Luca Bernard sviluppa il duo di dialoghi improvvisati “Boduàr”. Con il fratello e Andrea Ferraris fonda il gruppo Air Chamber 3, gruppo che mescola impro, rock, jazz, noise, ambient music, usando suoni sia acustici che elettronici. Compone e suona le musiche di “Hamelin” di Fabrizio Bonci per la regia di Laura Bombonato, spettacolo in cui assieme alla regista sviluppa un personaggio che con la sua musica e la sua presenza scenica rappresenta gli aspetti dell’inconscio della vicenda. Con la cantante svedese Anna-Kajsa Holmberg, il fratello violoncellista Andrea e il pianista e vibrafonista Nicola Guazzaloca fonda il gruppo Samsingen, che rielabora e reinventa melodie popolari svedesi in chiave assolutamente contemporanea, con cui pubblica nel 2006 per Amirani records il cd “Samsingen”. E’ assistente di Arte Scenica presso il Conservatorio “Vivaldi” di Alessandria e docente di saxofono presso la “Scuola di musica per adulti” del Comune di Alessandria.

Adora mangiare, bere e leggere, studia filosofia e i Tarocchi.

 

Andrea Serrapiglio

Nato nel 1984, suona il violoncello da quando ha 6 anni. Fin da piccolo ha sempre cercato di produrre suoni con qualsiasi strumento possibile, che fosse convenzionale o meno. Attratto da sempre alla costruzione di attrezzi, giocattoli e oggetti vari, oggi costruisce da solo i suoi strumenti, che suona con microfoni a contatto, computer, violoncello elettrico nel gruppo Airchamber 3. Interessato in campo artistico più alla sincerità e alla profondità, e perché no al divertimento, rifiuta un approccio all’improvvisazione musicale come sfoggio di virtuosismo. Le sue esperienze musicali sono all’insegna dell’eclettismo e della volontà di collocarsi in mezzo ai generi musicali e artistici, e vanno dal gruppo di Teatro Strumentale del Conservatorio di Alessandria all’esperienza di bassista e leader di un gruppo reggae, dall’Orchestra Laboratorio di Claudio Lugo alle musiche per spettacoli teatrali, oltre a esperienze orchestrali varie. Ha partecipato alla registrazione di un cd di Luigi Bonafede e Pietro Tonolo in uscita per la Obliq Sound di New York. Il violoncello resta il suo strumento principale, e dopo aver vinto una borsa di studio per un corso intensivo di Cello Performance alla University of Georgia, si sta diplomando al Conservatorio di Milano con il M° Scano.

 

 

 

Airchamber trio is an ensemble based on free improvisation, visuals and ready made soundtracks. While coming from different background, we started free-improvising trying to focus our ideas and practice after practice, improvisation after improvisation it soon took shape. We use common instruments like sax, electric cello and electric guitar but were into experimentation, into sound research (...whatever it means) and also into electronics: thats why we process the majority of the sounds through our beloved laptops and/or pedal effects trying to add something to the chemistry of our music. We also use contact microphones to voice whatever it fits well with what were doing, be it a piece of plastic or just the surface of an instruments (is it the real voice of the voiceless in music?). Our electro-acoustic sound is the material that we use for trying to cross-over the musical genres. We're a trio, as suggested by the number at the end of our name, but we may increased the line up (musicians, video-makers, etc.), according to what we/they want to achieve. We worship improvisation and it will remain one of our constitutive elements but not the only one of course. Are we really free?is our music really free?...are we ourselves?...who knowsunder a relativistic perspective to enter the world of improvisation could mean to enter the world of endless possibilities but we still think this extract from Derek Bailey says a lot: "The lack of precision over its [free improvs] naming is, if anything, increased when we come to the thing itself. Diversity is its most consistent characteristic. It has no stylistic or idiomatic commitment. It has no prescribed idiomatic sound. The characteristics of freely improvised music are established only by the sonic-musical identity of the person or persons playing it."

 

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