Conferenze Filosofiche / E' l'uomo misura di tutte le cose? / Martedì 19-26 febbraio, 5-12 marzo 2013 ore 21 / Padova, Centro Culturale Altinate San Gaetano / Marzia Banci, Alessandro Barban, Eugenio Borgna, Adone Brandalise, Umberto Curi, Vito Mancuso, Stefano Moriggi, Telmo Pievani, Giampaolo Scarante e Carlo Sini.

 E' l'uomo misura di tutte le cose?
Padova,  19 - 26 febbraio, 5 - 12 marzo 2013
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SALA PALADIN, PALAZZO MORONI
Padova - Via Municipio, 1
 
martedì 19 febbraio ore 21
  martedì 26 febbraio ore 21
     

EUGENIO BORGNA
Professore di Psichiatria
presso l'Università degli Studi di Milano

CARLO SINI
 Professore di Filosofia Teoretica
presso l'Università degli Studi di Milano

  STEFANO MORIGGI
Filosofo della Scienza presso
l’Università degli Studi di Milano - Bicocca

TELMO PIEVANI

Professore di Filosofia delle Scienze Biologiche
presso l'Università degli Studi di Padova
     
L'incoscio
si nasconde
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  I limiti
dell'umano
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CENTRO CULTURALE ALTINATE, SAN GAETANO
Padova - Via Altinate, 71
 
martedì 5 marzo ore 21
  martedì 12 marzo ore 21
     

ALESSANDRO BARBAN
Teologo e Priore del Monastero
camaldolese di Camaldoli

ADONE BRANDALISE
Professore di Teoria della Letteratura
presso l'Università degli Studi di Padova

UMBERTO CURI
Professore Emerito di Storia della Filosofia
presso l'Università degli Studi di Padova

GIANPAOLO SCARANTE
Ambasciatore d’Italia
presso la Repubblica di Turchia

 
VITO MANCUSO
Teologo, docente presso
l’Università degli Studi di Padova
     
Della Torre di Babele
alle Twin Towers

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L'io e Dio
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Filosofia di Vita

Organizzato da:
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Per informazioni:
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T. +39 333 39 21 744

Universi Diversi Padova

Comune di Padova

in collaborazione con:
Comune di Padova
Assessorato alla Cultura
Settore Attività Culturali


 

INGRESSO GRATUITO

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Presentazione

by Prof. Umberto Curi

 
“L’uomo è misura di tutte le cose”: così suonava l’antica sentenza del filosofo greco Protagora. Individuando nell’uomo la “misura”, il pensatore nato ad Abdera intendeva sottolineare il primato del genere umano rispetto alle altre specie viventi. Ma con questa affermazione poneva anche le fondamenta di quell’orientamento culturale che si sarebbe poi sviluppato e consolidato agli inizi del Rinascimento, fino ai primi anni del XIX secolo, e che assumerà il nome di umanesimo.

A distanza di due millenni e mezzo dalla formulazione di quella sentenza, ci si può domandare fino a che punto essa possa essere considerata ancora attuale, o se invece non si debba prendere atto della crisi irreversibile dello stesso umanesimo. Già un grande filosofo, quale Martin Heidegger, nell’immediato secondo dopoguerra si rifiutava di riconoscere un significato positivo alla parola stessa “umanesimo”, ritenendo necessario procedere oltre questa prospettiva. In una certa misura, la sentenza di Protagora appare al giorno d’oggi ancora più problematica, per le radicali trasformazioni scientifiche e culturali intervenute nel corso dell’ultimo mezzo secolo, e per il verificarsi di alcuni avvenimenti che sembrano smentire categoricamente la tesi del primato dell’uomo.

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