ARDUINO PANICCIA / Sabato 23 ottobre 2010 ore 17,00
“La pace armata"

Laureato in Scienze Economico-Marittime presso l’Università Navale di Napoli. Docente di Studi Strategici presso l’Università di Trieste, ha tenuto corsi di marketing strategico e strategie internazionali di impresa presso la LUISS di Roma, Ca’ Foscari di Venezia, Scienze politiche a Padova. Consulente di grandi imprese private e pubbliche, fa parte dei comitati di studio e gruppi di lavoro dell’Unione Europea e dell’ONU. Ha maturato, attraverso molteplici missioni nelle aree coinvolte da conflitti, una vasta esperienza in tema di terrorismo, stabilizzazione e ricostruzione nelle aree colpite da conflitti. Ha collaborato con il Centro Studi Strategici di Washington ed ha preso parte alle missioni di pace nell’area balcanica. E’ opinionista su temi di geo-politica dei telegiornali e giornali radio della RAI, TG2, La7, SKY. Scrive su riviste e quotidiani nazionali ed europei.

ABSTRACT

 

Quale deve essere il ruolo internazionale dell’Italia? Quello di un protagonista attivo della scena diplomatica e militare, quello di un gregario al seguito di altre potenze o quello di osservatore esterno ad ogni coalizione? La risposta a questa domanda è la chiave di volta della nostra politica estera e confine all’interno del quale tarare le nostre aspirazioni, le nostre rivendicazioni e le nostre ambizioni come nazione.
Purtroppo monumentale è la confusione che circonda la definizione stessa di “interesse nazionale” (interesse di Stato, bene comune, interesse collettivo contrapposto all’interesse privato), generata dal fatto che storicamente, non solo in Italia, governi, politici, studiosi e media, hanno dato a seconda del contingente, interpretazioni estemporanee, estreme, generiche, ambigue o omnicomprensive del concetto, che è oltretutto di difficile configurazione politica.